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giovedì 15 ottobre 2026
mercoledì 31 luglio 2024
Al nostro Cineferiae un film italo-finlandese
A vedere con noi il film "La morte è un problema dei vivi" di Teemu Nikki due studenti di UNITO Filippo e Francis.
Giocare con la morte, quando la disperazione travolge tutto, è un'operazione che trascende ogni calcolo razionale del nostro cervello, se si vuol vedere il senso umano e oltreumano della vita. Un bel film grottesco e a tratti pulp che ricerca i valori perduti degli affetti familiari e sociali, e denuncia la patologia della dipendenza.
venerdì 22 marzo 2013
CONTRO IL NEUROBLASTOMA
Margherita Di Pinto segnala
Il
30 marzo alle ore 20.45 presso il Teatro Carignano di Torino si terrà
un grande spettacolo a favore della ricerca contro il Neuroblastoma
infantile. Il grande pianista russo Alexander Romanovsky ci incanterà
tutti con la sua musica e accompagnerà i ballerini della scuola di ballo
DAM di Torino. Sarà presente anche il regista e attore Paolo Panaro!
Sarà una grande serata di beneficenza per sostenere, insieme
all'Ospedale Gaslini di Genova, l'Associazione Onlus per la lotta contro
il Neuroblastoma infantile. Dobbiamo
unirci con umiltà e rispetto per cercare in ogni modo e in ogni momento
di aiutare chi ha bisogno di sostegno e, soprattutto, di una cura
concreta. I bambini sono creature innocenti che hanno ancora tanto da
scoprire e sono, per noi tutti, il futuro e meritano quindi l'occasione
di assaporare la vita in tutta la sua essenza. Ogni bambino merita un
sorriso, aiutiamoli a non perdere le speranze, aiutiamo i loro genitori a
sostenerli, aiutiamo la Ricerca!
PER QUALSIASI INFO E PER QUALSIASI SOSTEGNO, CONTATTATE IL NUMERO 3482302401
Partecipate e divulgate l'evento, il Teatro Carignano vi aspetta tutti il 30 marzo alle ore 20.45!
Maggiori informazioni sull'Associazione: www.neuroblastoma.org
Partecipate e divulgate l'evento, il Teatro Carignano vi aspetta tutti il 30 marzo alle ore 20.45!
Maggiori informazioni sull'Associazione: www.neuroblastoma.org
giovedì 8 novembre 2012
Un nuovo Dottore in Psicologia
Il Dott. Davide Biagioni, socio fondatore e primo vicepresidente del Quintiliano, in questi giorni, si è laureato in Psicologia all'Università degli Studi di Torino. A lui le congratulazioni e gli
auguri di tutta la nostra Associazione.
In particolare, esprimo qui a Davide, che fu un mio ex studente al liceo classico, anche la mia partecipazione affettuosa e gioiosa a questo
importante e lieto momento della sua vita.
Dario Coppola,
domenica 14 ottobre 2012
Palazzo... Squallido
tratto dal sito de LA STAMPA
su segnalazione della nostra associata
Margherita Di Pinto
14/10/2012
- inchiesta
Palazzo Nuovo, il paradosso delle aule
L’aula 38 di Palazzo Nuovo alle 15,30 di mercoledì 10 ottobre.
Studenti in ogni spazio disponibile, sugli scalini della cattedra e
all’esterno della sala
Gremite le sale piccole, vuote quelle più grandi. “I docenti rifiutano lo scambio per questioni d’onore”
ELISABETTA GRAZIANI
torino
Aule «pollaio», sito internet non funzionante, bagni senza sapone o
carta igienica. Impietoso lo squarcio aperto dal dibattito sul web tra
gli iscritti di Lettere e Filosofia. Negli ultimi anni nulla è cambiato
nei corridoi di Palazzo Nuovo. E gli stessi problemi, come studenti
seduti per terra o sulle scale a seguire le lezioni, si ripropongono
identici nella sede appena inaugurata di Giurisprudenza e Studi
politici.
Se il grado di civiltà di una città si misura anche attraverso il
livello dei servizi offerti all’istruzione, Torino non sta bene. Almeno
per le facoltà umanistiche. La denuncia parte dagli studenti: «Perché le
tasse universitarie europee sono più basse di quelle italiane a fronte
di servizi didattici, residenziali e igienici incomparabilmente
superiori?».
«A Lipsia si pagano 200 euro l’anno e tutto funziona – protesta
Margherita Di Pinto, secondo anno a Filosofia -. Qui come nel nuovo
campus capita di essere in 220 in aule da 170, o 500 in locali da 200.
Non possiamo seguire le lezioni perché restiamo fuori dall’aula e non
sentiamo o non riusciamo a scrivere».
A Palazzo Nuovo si assiste allo spettacolo quotidiano di corsi
sovraffollati in spazi striminziti e, al contrario, lezioni seguite da
pochi studenti nelle aule più grandi, semivuote. Alle spalle non solo
cattiva organizzazione. Dietro le incongruenze c’è una rete di relazioni
tra insegnanti. A scoperchiare il vaso di Pandora è Luciano Allegra,
docente di Storia Moderna a Lettere. In risposta alla sua allieva Di
Pinto che chiedeva un cambio di aula, il professore usa parole dure.
Le aule
«Non è possibile fare scambi - scrive - Le aule sono occupate. E
anche se gli studenti di un altro corso sono pochi, non sarebbe
fattibile: il relativo docente valuterebbe la proposta come una
diminutio del suo onore». E, riferendosi al passato: «I baroni, quelli
veri, anche se avevano quattro studenti non ritenevano dignitoso fare
lezione se non nelle aule più grandi». Una condizione, quella degli
studenti, definita «vergognosa», in cui «viene indubbiamente violata una
parte dei loro diritti».
L’elenco fatto dagli studenti è lungo: «Sito internet dell’università
non funzionante e impossibilità di iscriversi agli esami; corsi
concomitanti per cui si è costretti a non frequentarne alcuni; aule
prive di supporti per scrivere; riscaldamento eccessivo o assente; bagni
sporchi; professori che non si presentano a ricevimento e non
avvisano». Eppure le tasse si pagano: la prima rata è di 495 euro; la
seconda, calibrata sul reddito, può arrivare a 2000.
L’accusa
Dietro il colabrodo di Palazzo Nuovo, secondo il professor Allegra,
c’è «una cattiva amministrazione che va avanti almeno dagli anni 90».
«Ci sono squilibri fortissimi tra le Università italiane nella gestione
dei servizi, eppure la ripartizione dei fondi stanziati da Roma è
equanime – specifica -. E Torino, in quanto “virtuosa’” rientra fra
quelle che ricevono di più».
Quindi cosa non funziona? «Le nostre non sono lamentele fine a se
stesse – dice Margherita Di Pinto -. Non chiediamo l’impossibile. Siamo
qui, dispiaciuti e rassegnati, a chiedere ciò che ci spetta di diritto:
ambienti sicuri, corsi interessanti da poter seguire liberamente, sito
web facile da gestire, bagni decenti. Insomma, i servizi che ogni
struttura dovrebbe mettere a disposizione di chi, come noi, paga».
Alleghiamo, col suo consenso, anche una dichiarazione di Margherita Di Pinto.
Tutto è partito da me
che avevo inviato una mail al professore di Storia Moderna per un
cambio di aula (causa aula troppo sovraffollata). Sono riuscita a
mettermi in contatto ocn una giornalista de La Stampa e ho collaborato
insieme a lei per la realizzazione di un articolo in grado di esprimere
il malcontento generale che si respira in facoltà, probabilmente mi
citerà (insieme al professore che si è reso molto disponibile)
sull'articolo.
Le scrivo qui di seguito le stesse cose che ho scritto alla giornalista per fare in modo che capisse bene ciò che noi studenti delle facoltà umanistiche vogliamo esternare, almeno in parte:
"Ci tengo solo a precisare (dato che mi citerai) che le mie, le nostre non vogliono essere "lamentele" fini a se stesse, ma vorremmo davvero farle per vedere poi qualcosa di concreto. Vivere in un ambiente sicuro (perché è lì che ci passiamo la maggior parte del tempo) e vedere sistemate le strutture che ci ospitano prima di crearne delle nuove. Tengo a precisare che io parlo di quello che vedo e sento quotidianamente, non di cose di cui non saprei da dove partire. Ribadisco semplicemente il disagio che si vive all'interno dell'università, in modo proprio concreto. Non pagassimo potrei anche capire, ma dato che paghiamo in modo regolare, vorremmo almeno un luogo sicuro e ben attrazzato in cui stare. I caratteri dei professori magari non si cambiano, ma un luogo sicuro è di diritto. Perché in altre città italiane ci sono università in buono stato? O perché nella stassa città o regione ci sono buone università, dotate di ogni "comfort" e altre che sono da "buttare"? E' questo che non capiamo. Perché dev'essere così difficile (e a volte impossibile) creare una buona università. Perché far tagli all'istruzione, in fondo è qui che la gente si forma. E' nelle scuole che le persone vedono, sentono, imparano, crescono. Il luogo che ci ospita è quello che vediamo ed è anche quello che ci forma. Dobbiamo crescere avendo una buona considerazione di noi stessi, noi siamo il futuro. Siamo il mondo che ci circonda. Noi siamo tutto: l'economia, la poesia, il sapere, la cucina, il divertimento, la rabbia, l'ignoranza e l'intelligenza. Noi siamo tutte queste cose e tutte queste cose si formano soprattutto nelle scuole. Io credo che le scuole siano lo specchio del nostro paese (il chè è tutto dire), quindi dovrebbero imparare a tutelarci e a tutelare le strutture scolastiche. Alla fine non siamo qui a chiedere l'impossibile. Siamo qui, dispiaciuti e rassegnati, a chiedere ciò che ci spetta di diritto: ambienti sicuri, aule ben accessoriate, corsi interessanti da poter seguire liberamente, sito internet facile da gestire e ben funzionante, bagni accessibili. Insomma, i giusti servizi che ogni struttura dovrebbe mettere a disposizioni di chi, come noi, paga. Tutto qua. Alla fine non chiediamo nulla di assurdo o fuori dal comune. Vogliamo solo "semplicità". Con delle basi solide poi possiamo raggiungere ulteriori obbiettivi, mi auguro. Ma è giusto fare un passo alla volta, usando la mente e usando anche il cuore. Se non ci metti passione e forza di volontà in quello che fai, non arriverai mai da nessuno parte. Il silenzio e il menefreghismo sono le armi più temibili, forse addirittura peggio delle mitragliatrici, e ce lo insegna anche la storia. Quindi tutto quello che speriamo è questo, tutto quello che chiediamo è un'Università di cui essere orgogliosi.
Vorrei passasse bene come messaggio. La base è il rispetto, che deve essere presente sia da parte nostra che da parte loro. Nulla di più. Non pretendiamo che ci venga offerto il tè delle cinque. Ci basterebbe quel "poco" che manca per sentirci tutti Re e Regine delle nostre università.
Spero sia passato il messaggio."
Dunque mi auguro che si possa smuovere la situazione al più presto. Ciò che è giusto è giusto.
Le scrivo qui di seguito le stesse cose che ho scritto alla giornalista per fare in modo che capisse bene ciò che noi studenti delle facoltà umanistiche vogliamo esternare, almeno in parte:
"Ci tengo solo a precisare (dato che mi citerai) che le mie, le nostre non vogliono essere "lamentele" fini a se stesse, ma vorremmo davvero farle per vedere poi qualcosa di concreto. Vivere in un ambiente sicuro (perché è lì che ci passiamo la maggior parte del tempo) e vedere sistemate le strutture che ci ospitano prima di crearne delle nuove. Tengo a precisare che io parlo di quello che vedo e sento quotidianamente, non di cose di cui non saprei da dove partire. Ribadisco semplicemente il disagio che si vive all'interno dell'università, in modo proprio concreto. Non pagassimo potrei anche capire, ma dato che paghiamo in modo regolare, vorremmo almeno un luogo sicuro e ben attrazzato in cui stare. I caratteri dei professori magari non si cambiano, ma un luogo sicuro è di diritto. Perché in altre città italiane ci sono università in buono stato? O perché nella stassa città o regione ci sono buone università, dotate di ogni "comfort" e altre che sono da "buttare"? E' questo che non capiamo. Perché dev'essere così difficile (e a volte impossibile) creare una buona università. Perché far tagli all'istruzione, in fondo è qui che la gente si forma. E' nelle scuole che le persone vedono, sentono, imparano, crescono. Il luogo che ci ospita è quello che vediamo ed è anche quello che ci forma. Dobbiamo crescere avendo una buona considerazione di noi stessi, noi siamo il futuro. Siamo il mondo che ci circonda. Noi siamo tutto: l'economia, la poesia, il sapere, la cucina, il divertimento, la rabbia, l'ignoranza e l'intelligenza. Noi siamo tutte queste cose e tutte queste cose si formano soprattutto nelle scuole. Io credo che le scuole siano lo specchio del nostro paese (il chè è tutto dire), quindi dovrebbero imparare a tutelarci e a tutelare le strutture scolastiche. Alla fine non siamo qui a chiedere l'impossibile. Siamo qui, dispiaciuti e rassegnati, a chiedere ciò che ci spetta di diritto: ambienti sicuri, aule ben accessoriate, corsi interessanti da poter seguire liberamente, sito internet facile da gestire e ben funzionante, bagni accessibili. Insomma, i giusti servizi che ogni struttura dovrebbe mettere a disposizioni di chi, come noi, paga. Tutto qua. Alla fine non chiediamo nulla di assurdo o fuori dal comune. Vogliamo solo "semplicità". Con delle basi solide poi possiamo raggiungere ulteriori obbiettivi, mi auguro. Ma è giusto fare un passo alla volta, usando la mente e usando anche il cuore. Se non ci metti passione e forza di volontà in quello che fai, non arriverai mai da nessuno parte. Il silenzio e il menefreghismo sono le armi più temibili, forse addirittura peggio delle mitragliatrici, e ce lo insegna anche la storia. Quindi tutto quello che speriamo è questo, tutto quello che chiediamo è un'Università di cui essere orgogliosi.
Vorrei passasse bene come messaggio. La base è il rispetto, che deve essere presente sia da parte nostra che da parte loro. Nulla di più. Non pretendiamo che ci venga offerto il tè delle cinque. Ci basterebbe quel "poco" che manca per sentirci tutti Re e Regine delle nostre università.
Spero sia passato il messaggio."
Dunque mi auguro che si possa smuovere la situazione al più presto. Ciò che è giusto è giusto.
Margherita Di Pinto
venerdì 29 giugno 2012
martedì 15 maggio 2012
RIFORMA DEL LAVORO: ospite il Ministro del Welfare, Elsa Fornero
“Tutto quello che avreste voluto sapere sulla riforma e non avete mai osato chiedere”
Il dibattito degli studenti di economia con Elsa FORNERO.Il Ministro del Welfare e delle Pari Opportunità Elsa Fornero sarà alla Facoltà di Economia di Torino per rispondere alle domande degli studenti sulla riforma del mercato del lavoro.
Per una volta i ruoli si invertiranno: saranno gli studenti a interrogare la Professoressa.
L’incontro si svolgerà presso la sede di Corso Unione Sovietica 218\bis, in Aula Magna, dalle 11 alle 13. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti, fino ad esaurimento posti.
L’iniziativa è organizzata da Assemblea di Economia, un’associazione studentesca presente in facoltà dal 2008, che ha già organizzato numerose iniziative di approfondimento e divulgazione su argomenti economici di attualità. L’ultimo appuntamento importante è stato quest’autunno, con un ciclo di conferenze di due giorni sulla crisi economica dal titolo “Tesoro parliamone…siamo in crisi”.
L’incontro con il ministro Fornero si inserisce nel solco di queste iniziative: ha come obiettivo principale quello di fare chiarezza su un argomento scottante quale la riforma del mercato del lavoro. La riforma proposta dal Governo presenta infatti alcune criticità e intendiamo sviscerarle anche alla luce dell’iter parlamentare.
I ragazzi di Assemblea di Economia sono particolarmente sensibili a questo tema e ritengono molto importante l’opportunità di un pubblico confronto con il Ministro, sia in quanto studenti di economia, sia in quanto cittadini che si preparano ad entrare nel mercato del lavoro in uno dei momenti peggiori nella storia economica del paese: la disoccupazione giovanile in Italia ormai supera il 35% e tale cifra aumenta di giorno in giorno.
Un aspetto importante dell’incontro sarà il format adottato: nella prima parte dell’incontro due studenti intervisteranno il Ministro, il quale dovrà rispondere nei tempi accordati; un’ora sarà poi dedicata alle domande dal pubblico che, oltre a includere privati cittadini, comprende i rappresentanti di alcune importanti aggregazioni sociali di lavoratori toccati dalla riforma: donne, lavoratori precari, professionisti a partita IVA, ecc. i quali, non essendo generalmente rappresentati al tavolo della contrattazione sindacale, avranno così l’opportunità di portare direttamente le loro istanze al Ministro.
Domande dirette, risposte chiare.
Inseriamo in un’altra pagina alcuni documenti per aggiornarsi sui temi della conferenza.
Per ulteriori informazioni,
tesoroparliamone@gmail.com
assembleaecon@gmail.com
Facebook: tesoroparliamone, assembleadieconomia
twitter: tesoroparliamone
tesoroparliamone.wordpress.com
Cell: 3204487193 – 3406284540
Assemblea di Economia
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